Gary Cooper - Vitale Barberis Canonico
Gary Cooper

L’eleganza duratura

Nella sua lunga carriera come attore cinematografico, Gary Cooper ha svolto ogni tipo di ruolo disponibile da protagonista: “era un poeta e uno sceriffo di provincia, un playboy, un soldato eroico, uno scienziato, una spia, un professore, un soldato della Legione Straniera francese, un cavaliere, un truffatore, un pilota di combattimento, un combattente indiano, un lanciere del Bengala e, naturalmente, interpretò decine di cowboy. Non importava quale costume indossasse, sembrava sempre sentirlo suo. La telecamera lo amava, così come il botteghino.

Ma il costume è una cosa e gli abiti sono un’altra. Nella sua vita privata indossava abiti contemporanei con la perfezione di un proprio stile affascinante che univa un raffinato armadio di abiti su misura in stile Europeo con gli abiti casual americani per produrre il primo e tutt’ora migliore esempio di un’elegante mascolinità internazionale.

Niente di meno che il famoso designer americano Bill Blass una volta disse che Cooper aveva il miglior senso dello stile di chiunque avesse mai incontrato. Era l’intenzionale nonchalance di essere in grado di indossare abiti senza sforzo, di essere interamente a proprio agio con un abbigliamento formale, tutto ciò definiva lo stile di Cooper.

“Vedi” scrisse Blass: “Non era un caso che Cooper sembrasse così magnifico… si recava a Parigi e a Roma anche solo per fare acquisti. Era solito comprare cotone in Messico e poi mandarlo al suo camiciaio in Italia. Aveva sarti in tutto il mondo, e fu il primo a comprare dei jeans e a scolorirli con la tecnica dello stone washing. Li batteva su una roccia e li lasciava fuori al sole tutto il giorno. Lo fece anche lui stesso.”

Questo approccio di abile nonchalance può essere visto centinaia di volte nei film di Cooper quando indossa abiti moderni: l’angolo elegante del suo fedora, la sciarpa di seta colorata al collo o indossata come cintura, la cravatta lasciata fluttuare liberamente intorno alle punte rialzate del colletto della camicia, la giacca sportiva decorata con motivi a fantasia e indossata con una camicia sportiva, un cappotto di cammello portato con noncuranza sulle spalle, il rever dell’abito doppiopetto gessato ripiegato casualmente sul bottone inferiore.

In tutto questo fu superiore e ignorò il glamour artificioso e studiò la posa che
aveva caratterizzato tanti eroi cinematografici di quegli anni. E lui rimane tutt’ora, nella sua capacità di personalizzare la tradizione, una figura di riferimento.

Bruce Boyer
486.393/9